Faust – Una leggenda popolare tedesca : Commento musicale originale

  • Regia: F.W. Murnau
  • Musica: Commento musicale originale: Cristiano Alberghini
  • Durata: 117'‘
  • Anno: (1926) - 2012

Il progetto, in breve

Trama

Mefistofele scommette con l’Arcangelo Gabriele che riuscirà a corrompere l’anima di una persona onesta: in caso di successo, le forze del Male avranno il dominio della Terra. Quindi, il diavolo diffonde una terribile pestilenza nel villaggio dove abita Faust, un anziano alchimista, e in seguito si presenta al cospetto dell’uomo proponendogli un patto: la sua anima in cambio della possibilità di compiere miracoli.

Il male e il bene, la peste e l’amore sono contrasti e incastri, il bianco e il nero, accentuati da immagini esoteriche al limite della visibilità; spesso ci si lascia confondere dalle impressioni e si finisce per essere rapiti. Quando il Dottor Faust incontra Margherita, amiamo improvvisamente, le ombre di Murnau sfumano in ampie lucentezze che traspirano, le immagini si allargano e sembra quasi che la pellicola prenda colore.

Premi e riconoscimenti

Musicisti

Alessio Alberghini – Flauto, Clarinetto, Sassofoni Soprano, Contralto, Tenore, Baritono

Roberto Ferioli – Tromba in DO, Tromba Piccola, Cornetta

Sebastian Mannutza – Violino

Roberta Marzoli – Violino

Fabio Costantini – Chitarra Acustica ed Elettrica

Catia Zaccaria – Pianoforte

Elisa Del Piccolo – Tastiera

Francesco Boni – Basso Elettrico e Contrabbasso

Daniel Csaba – Percussioni

Alberto Coda – Batteria

Cristiano Alberghini – Direzione Musicale e Compositore della colonna sonora

Approfondimenti

Approfondimenti

Faust di Friedrich Murnau è certamente uno dei film più famosi della storia del cinema, assieme progbabilmente a pochi altri film come Metropolis di Fritz Lang, La guerra dei mondi di Orson Wells o Nosferatu dello stesso Murnau.
Prodotto dall’UFA con grandi mezzi, le scenografie di Robert Herlth e Walter Rohrig e i testi di Gerhart Hauptmann (che poi Murnau non utilizzò), il film è anche grazie alla fotografia di Carl Hoffman, l’operatore di “I Nibelunghi” (1924), un grande risultato plastico anche se il suo coté medievale non è da prendere molto sul serio. “La segreta autenticità del Faust va cercata a livello figurativo, là dove Murnau rilancia e trascende le tensioni retoriche di Lang” (F. Savio). La leggenda di Faust fu portata sullo schermo una mezza dozzina di volte da Georges Méliès (1897, 1903) a Emile Cohl (1911) ai tempi del muto. Nel sonoro ricordiamo i film di Carmine Gallone (1949, dall’opera di Arrigo Boito), René Clair (1950), Claude Autant-Lara (1955), Peter Gorski (1960) con Gustav Grundgens.

Il risultato finale del Film è un magistrale kolossal epico / metafisico in cui Murnau, fondendo la tragedia di Goethe con elementi delle tradizioni popolari, riesce a far rivivere sullo schermo la parabola di Faust attraverso una concezione completamente nuova della messa in scena, destinata a rivoluzionare le regole del racconto cinematografico.
Gli ambienti del film, ad esempio, vengono suddivisi in diversi piani prospettici che moltiplicano le possibilità narrative di una singola scena, mentre l’eccezionale fotografia di Hoffmann, accentuando i contrasti chiaroscurali, conferisce alle immagini una dimensione plastica che mai, prima di allora, era stata raggiunta in una pellicola (si veda l’impressionante sequenza in cui la gigantesca sagoma di Mefistofele troneggia minacciosa sulla città dove abita Faust).

"La scrittura di questa partitura è stata fin dall'inizio molto stimolante.
Mi ha dato la possibilità di sfruttare diversi tecniche di scrittura musicale potendo così meglio adattarle alla drammaturgia del film".

Approfondimenti

La parte più impegnativa è stata la ricerca sonora legata strettamente all’organico orchestrale proposto: dal Violino alla Chitarra Elettrica.
Questo mi ha permesso insieme ai musicisti di approfondire le tecniche dei loro strumenti e di ricercare la migliore sonorità per ogni sequenza del film.

La mia scelta tecnico-stilistica per la scrittura di questa partitura di quasi 2 ore di musica ininterrotta, è quella della scrittura cinematografica, quindi individuati i personaggi principali e i loro caratteri, mi sono adoperato alla loro caratterizzazione tematico-musicale.

In questo modo un tema scelto per una situazione emotiva o per un personaggio, viene di volta in volta riproposto con diverse sfumature, rielaborando, riarrangiando e riorganizzando il materiale melodico ed armonico sia dal punto di vista della scrittura vera e propria sia dal punto di vista della timbrica strumentale.
Si passa da momenti drammatici tonali a momenti comici atonali, situazioni di suspance a momenti più romantici.

Oltre ai 10 musicisti che eseguiranno dal vivo e in sincronizzazione con il film , in questa partitura, ho utilizzato una traccia audio sovraincisa alla “pellicola” con alcuni rumori per sottolineare e contestualizzare alcune situazioni in senso diagetico. Un altro tipo di effetto che ho inserito è l’utilizzo di tamburi molto riverberati in modo tale da trasmettere una sensazione di profondità e di condizionamento psicologico per la situazione in cui ci si trova nel film. – Cristiano Alberghini”