La passione di Giovanna D’Arco : musica originale per film

  • Regia: Carl Theodor Dreyer
  • Produzione: Francia
  • Musica: Commento musicale originale di Cristiano Alberghini
  • Durata: 114'‘
  • Anno: 1928

Il progetto, in breve

110 anni di Cinema a Bologna, 110 anni di Cinema al Guardassoni

II 28 dicembre 1895, nel Salon Indien del Grand Café del Boulevard des Capucines di Parigi, ha luogo la prima proiezione cinematografica pubblica a pagamento. Il 12 marzo la novità francese approdava a Roma, poi a Milano,
Napoli, Livorno e, in agosto, a Bergamo, Ravenna e Bologna. Se per il primo film d’arte dovremo aspettare il 20 settembre 1905 e “La presa di Roma” di Filoteo Alberini, la febbre della celluloide era divampata rapidissima e ai primi filmati dei Lumière si erano presto aggiunte le pellicole – illustrative, comiche, persino pornografiche – prodotte da intraprendenti emuli dei Lumière. Il teatro Guardassoni di Bologna non fece eccezione, anzi fu fra i primi ad accogliere la novità e a ospitare il cinematografo già dal 1896.

Oggi, a 110 anni da quella prima proiezione, abbiamo deciso di riportare la settima arte nella sala di palazzo Montalto, di ripristinare le attrezzature, chiamare musicisti ad accompagnare dal vivo lo spettacolo e riproporre film restaurati dalla Cineteca Nazionale bolognese nell’atmosfera unica e affascinante del cinema antico. Antico, sì, ma mai invecchiato, sempre vivo e sempre attuale.

Premi e riconoscimenti

“…le composizioni di Cristiano Alberghini, impegnato anche al piano, si segnalavano per la varietà espressiva e tecnica, con richiami a Chopin, al jazz e alle avanguardie per valorizzare al meglio le immagini degli interrogatori, delle torture, delle estasi e dei tormenti. ….”

Mirella Golinelli – Gli Amici della Musica

Teatro Guardassoni 2006

Approfondimenti

Ritorno con capolavoro : “LA PASSIONE DI GIOVANNA D’ARCO”

Nata nel 1928 dall’intento della Société Generale de Film di creare un contraltare femminile al monumentale -e magnifico – Napoléon di Abel Gance (1927), La passion de Jeanne D’Are è, al pari della biografia di Bonaparte, con la quale condivide anche la presenza nel cast di Antonin Artaud, uno dei massimi capolavori della cinematografia francese e mondiale. Carl Theodor Dreyer (1889-1968) impostò, infatti, la sua opera con un rigore storico pari solo al severo realismo delle immagini.

Non si pensi, però, che il regista danese abbia tradotto in film gli atti del processo alla Pulzella d’Orléans con distaccato sguardo documentario: al contrario l’uso singolare di un primo e primissimo piano che quasi annulla lo spazio in favore dell’espressione si affianca a scene di massa impressionanti anche per un pubblico moderno. Moderna, d’altra parte è anche l’immagine di Giovanna, una giovane donna autentica nella fede, nel dolore e nel terrore, più che l’icona di un’eroina o di una santa.

L’interpretazione di Renée Falconetti è sconvolgente: Dreyer non solo concentra luce e obiettivo sul suo volto espressivo con lo sguardo del maestro, ma ottiene dall’attrice teatrale prestata al cinema – e che al cinema, dopo quest’intensissima esperienza, non tornerà più – una recitazione mai sopra le righe, mai enfatica, composta in un’essenzialità rara allora come oggi e, allora come oggi, emozionante e indimenticabile. Per dipingere la passione dell’innocente processata é condannata da un tribunale corrotto e feroce, Dreyer e la Falconetti non cercano nessun effetto, nessun gesto gratuito, solo un’intima verità (l’attrice fu davvero rasata sotto l’occhio della telecamera) che l’arte del regista rende universale e sublime, in una sintesi d’incredibile forza fra realismo ed espressionismo.
Roberta Pedrotti

Colonna sonora in prima nazionale assoluta

smarrimento : il pensiero dei giudici – la tortura – il salasso
disperazione : Giovanna firma l’abiura e si pente
salvezza : la morte di Giovanna

Pianoforte
Cristiano Alberghini

Sassofono
Alessio Alberghini

La musica originale è stata scritta con accurata attenzione ad ogni sfumatura espressiva e psicologica utilizzata nella pellicola, affrontando un’analisi rigorosa sulla tecnica utilizzata nel film, dai primi e primissimi piani, alla ritmica proposta dal regista con particolati movimenti di macchina, composizioni interne delle immagini e il tipo di montaggio adottato.

Approfondimenti

Una volta scelta la divisione macro-strutturale delle situazioni rappresentate nel film, sono entrato in ognuna di esse, curando gli aspetti musicali-espressivi che potessero, a mio “sentire”, essere più aderenti e rappresentativi ai risvolti psicologici che le situazioni in divenire proponevano.

Per cui l’evoluzione e l’elaborazione musicale proposta si sviluppa su questi due livelli principali:

espressivo: l’espressività proposta nei svariati momenti di forte intensità emotiva del film è affidata all’orizzontalità del materiale sonoro utilizzato, la melodia, la quale caratterizza la dimensione spirituale dei personaggi.

psicologico: questo aspetto è affidato alla parte ritmico-armonica del materiale musicale e timbrico da me scelto; sottolinea le situazioni più concrete in cui si svolge l’azione che il film sottopone allo spettatore.

Questi due aspetti sono elaborati attraverso un materiale in parte scritto in partitura e in parte improvvisato estemporaneamente secondo le emozioni che il film suscita durante la sua visione.